COMUNICATO UFFICIALE BLU BOYS
Il gruppo nato il 20 Gennaio 1999 ha deciso definitivamente di chiudere i battenti.
I Blu Boys erano nati con l'intento di essere un gruppo compatto, un gruppo di amici, un gruppo che sosteneva la propria squadra del cuore come meglio poteva. Eravamo riusciti a ritagliarci un angolino nella maratona, dove ogni domenica ci ritrovavamo. Nel nostro piccolo siamo riusciti a fare molte cose: Materiale, delle piccole scenografie. Ci siamo fatti conoscere per quel poco che potevamo fare, per l'Italia.
Quello che stà succedendo a questo calcio, questa repressione verso gli Ultras, questo accanimento a persone che sostengono la propria squadra del cuore, ci ha fatto diminuire la voglia di continuare questa bellissima storia, anno per anno. Adesso, dopo i fatti di Catania, siamo arrivati al culmine.
Porte chiuse per il pubblico (abbonato e non) per gli stadi considerati non ha norma. Gli stadi dovevano avere, per essere a norma: Tornelli, un tot di telecamere, prefiltraggio. Questa era la prima legge effettuata.
Mercoledi 28 Febbraio per ordine pubblico, la partita Empoli-Messina è stata fatta giocare alle ore 15. Era stato riaperto lo stadio solo per gli abbonati. I Blu Boys non hanno potuto assistere alla partita e quindi attaccare lo striscione.
Adesso sono state fatte leggi che saranno approvate il 30 Marzo che stanno rasendo il ridicolo, che vi riportiamo:
Dal 30 marzo sarà vietato introdurre negli stadi italiani
fischietti, sirene, tamburi e qualsiasi altro oggetto considerato
«manifestazione sonora» non autorizzata.
Bandiere e striscioni invece dovranno essere esaminate «preventivamente»
dai responsabili dell'ordine pubblico.
Per gli striscioni però è stata attuata una sorta di rivoluzione. In sintesi:
portarli all'interno di uno stadio sarà una mezza impresa. Per far entrare allo
stadio semplici scritte come «forza Roma, Lazio, Milan, Juve...» o «ciao
mamma...» occorrerà la preventiva autorizzazione, la novità investe tutto ciò
che al Viminale hanno definito come «manifestazione esteriore».
Infatti bisognerà prima chiedere un'autorizzazione - richiesta che però sarà
respinta a prescindere qualora venga avanzata da un gruppo all'interno del quale
c'è una persona raggiunta da Daspo - alla società (sette giorni prima della
partita), al Gos (Gruppo operativo di Sicurezza) o al Questore per
gli stadi al di sotto delle 7.500 unità.
In più: lo striscione in questione dovrà sottostare a determinati canoni,
relativi alla dimensione (lungo non più di un metro e mezzo), materiale
(solo ignifugo) e contenuto (non offensivo). Le piccole bandiere permesse devono
essere rigorosamente senza aste.
....E quello che più ci fa rabbrividire:
Art. 2-bis. (Divieto
di manifestazioni esteriori)
"1. Sono vietati, negli impianti sportivi, striscioni, cartelli, simboli,
emblemi nonché rappresentazioni esteriori anche verbali, relativi ad
organizzazioni di sostenitori i cui partecipi siano stati condannati per reati
commessi in occasione di manifestazioni sportive. Salvo che non costituisca più
grave reato la violazione del suddetto divieto è punita con l’arresto da tre
mesi ad un anno.. Il rifiuto di cessare le manifestazioni esteriori di cui al
comma 1, nonché di cui all’articolo 2 comma 1 del decreto-legge 26 aprile 1993,
n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, a
richiesta della forza pubblica costituisce il reato di cui all’articolo 337 del
codice penale.
3. All’articolo 2 comma 1 del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito
con successive modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, le parole
"fino a tre anni e con la multa da lire 200.000 a lire 500.000" sono sostituite
dalle parole "da uno a cinque anni e con la multa da 10.000 a 50.000 euro."
Questo non è più il calcio che conoscevamo, non è più sport, non è più una giornata di divertimento. Con queste nuove leggi, per il gruppo significherebbe soltanto avere un secondo lavoro e se lo sport e il divertimento deve diventare un lavoro, allora preferiamo lasciare ogni cosa.
Questo è il tifo che vogliono allo stadio.

.....Questo è quello che vogliamo ricordare.
Ringraziamo tutti quelli che ci hanno accompagnato nella nostra avventura, un ringraziamento a tutti quelli che ci hanno sostenuto e un ringraziamento anche a chi ci considerava dei nulli o che ci ignorava.
IL GRUPPO E' FINITO, MA LA NOSTRA PASSIONE PER L'EMPOLI CONTINUERA' IN ETERNO, PERCHE' L' EMPOLI E' QUELLA COSA CHE MAI SI SPEZZA E MAI SI UMILIA.
FORZA EMPOLI.